Il birdwatching

Lasciarsi affascinare dalla maestosità di un rapace, restare incantati di fronte all’eleganza di un airone, farsi rapire dai colori e dal canto dei volatili: il birdwatching, ovvero l’osservazione degli uccelli liberi in natura, è un’attività in continua crescita.

Se già in età antica si osservava il volo degli uccelli per fini divinatori, è soprattutto a partire dal XX secolo che lo scrutare in cielo in cerca di volatili è diventato un’attività di pura soddisfazione personale, priva di intenti venatori. In termini di praticanti, eventi e organizzazione oggi l’Inghilterra è il Paese leader per questo hobby a fine naturalistico (ben il 6% della popolazione lo pratica con passione), ma grazie alle oltre 530 specie avvistabili (di cui 246 nidificanti), alla varietà e bellezza degli habitat e alle opportunità offerte da tutte le stagioni, l’Italia si presenta come uno dei migliori Paesi dove potersi dedicare a questa meravigliosa passione.

Adatto a tutti e facile da praticare (può bastare affacciarsi alla finestra in città o recarsi in visita a un parco o a un’oasi naturalistica), il birdwatching è un hobby economico, che necessita di pochi e semplici strumenti:

  • un binocolo o cannocchiale o macchina fotografica con zoom,

  • un taccuino

  • una guida.

In generale i birdwatchers utilizzano dispositivi di osservazione con zoom compresi tra 7 e 10 ingrandimenti. Ingrandimenti più piccoli non consento di rimanere sufficientemente distanti dagli uccelli e ingrandimenti maggiori rendono l'immagine molto instabile e richiedono cavalletti e, quindi, una osservazione da fermi.

Il taccuino è importante per segnare gli avvistamenti delle varie specie, le curiosità e qualsiasi altro appunto riguardante questa suggestiva esperienza in natura.

Infine è importante l’apporto di una guida al riconoscimento degli uccelli. Le migliori sono quelle anglosassoni, anche se oggi esistono, oltre ai libri, siti internet consultabili on-line.

Un vero birdwatcher non deve dimenticare che la premessa indispensabile per l’identificazione delle specie in natura è lo studio di alcuni elementi, quali la distribuzione geografica, quella stagionale e il canto. Quest’ultimo è un elemento di riconoscimento molto importante, soprattutto negli ambienti cosiddetti chiusi (ad esempio un bosco), dove è difficile riuscire ad avvistare direttamente i volatili. Il canto diventa preziosissimo per i censimenti e perfino per distinguere due specie simili. Identificare un uccello attraverso il canto è una tecnica che si acquisisce nel tempo e con un bel po’ di pratica, grazie anche all'ausilio di strumenti multimediali e di siti internet consultabili on-line.

Dalle cime delle vette innevate con ghiacciai ai boschi delle Alpi, fino alle lagune costiere e alle coste rocciose e sabbiose: l’enorme varietà di ambienti naturali del Belpaese consente di ospitare una ricca e varia fauna che fa la gioia dei birdwatchers, liberi di programmare le loro escursioni in tutte le stagioni e per soddisfare ogni esigenza. Se il periodo invernale è perfetto per l’osservazione di molte specie artiche che dal nord Europa vanno a svernare nel Mediterraneo, la primavera è la stagione per eccellenza dei migratori (bianconi, marzaiole, rondini, cicogne bianche, falchi di palude ecc.), mentre a settembre altri migratori ripartono per l’Africa.

Possibile in città e perfetto per il turismo rurale, il birdwatching non è solo un passatempo educativo ma assolve anche un’importante funzione di monitoraggio e conservazione, poiché l’osservazione degli uccelli in natura fornisce preziose informazioni sullo stato degli ambienti naturali e delle singole specie, sensibilizzando al contempo gli enti locali sull’importanza della salvaguardia della natura come bene comune.

In Italia dal 2001 è attiva EBN, un’associazione che si propone «la diffusione dell’attività di osservazione e di riconoscimento in natura degli uccelli (birdwatching) anche nell’intento di acquisire conoscenze utili per la tutela, valorizzazione e protezione della natura, dell’ambiente e dell’avifauna». Organizzatrice di attività educative, corsi ed eventi, EBN è coinvolta in numerosi progetti di conservazione.

Consigli utili

  1. Osservare sempre qualsiasi specie nidificante a distanza.

  2. Non maneggiare uova o piccoli, anche quelli che sembrano apparentemente perduti: se ci si imbatte in giovani uccelli che hanno appena lasciato il nido non spostarli, spesso sono vicini al loro nido e i genitori sanno come ritrovarli.

  3. Fermarsi in caso di uccello in vicinanza - non in volo - che:

  • ha la testa alzata e sguardo rivolto verso l'osservatore;

  • alza o abbassa la testa;

  • si liscia eccessivamente le penne, fa l'atto di beccare la terra e si strofina il becco;

  • emette richiami di allarme, come ripetuti cinguettii e manifestazioni per distrarre l'intruso come fingere una ala rotta.


Gli uccelli

Gli uccelli sono animali vertebrati ovipari, perché depongono le uova covate fino alla schiusa.

Hanno 2 tipi di volo:

  • volo planato: quando le ali sono distese e sfruttano le correnti d’aria.

  • volo battente: le ali si muovono e spingono in avanti.

Hanno una forma aerodinamica adatta per il volo. Le ossa sono vuote al loro interno. Le penne sono rigide e robuste per il volo, invece le piume, leggere e morbide, si trovano sotto le penne.

Sono provvisti di un paio di ali, perché essi sono adatti alla vita aerea, ma non tutti sono capaci di volare. Le galline, i galli, gli struzzi (adatti a correre), i fagiani, i pavoni e i pinguini (adatti al nuoto), pur avendo due ali, non volano.

Di contro alcuni uccelli volano talmente veloci, che possono raggiungere i 350 km/h, come il falco pellegrino, che è l'animale più veloce al mondo.

Tutti gli uccelli sulla terraferma si muovono con i due arti posteriori, per questo sono detti bipedi.

Grazie alle piume riescono a mantenere la temperatura costante e per questo sono detti omeotermi.

Alcune femmine di uccelli hanno un piumaggio (insieme di piume) con pochi colori e scuri (come il marrone o il nero) per mimetizzarsi nella natura. I maschi, invece, possiedono un piumaggio più appariscente e variopinto per attirare le femmine.

Gli uccelli acquatici (oche, anatre) hanno zampe palmate per il nuoto e possono galleggiare per lungo tempo.

Gli uccelli sono privi di denti ma sono provvisti di becco. I rapaci (uccelli carnivori) hanno il becco uncinato. Quelli che si nutrono di pesci ce l’hanno lungo e appuntito. Alcuni lo usano per pulirsi. Il tucano può avere un becco addirittura più lungo del resto del suo corpo.

Gli uccelli, oltre alla vista, possono essere distinti al suono del loro cinguettio. Cinguettano per:

  • indicare agli altri dove si trovano

  • difendere il territorio

  • attrarre la femmina durante il periodo degli amori.

Gli uccelli sono un patrimonio prezioso e indisponibile dell’umanità. Sono di tutti ma nessuno ne può disporre a piacimento; anzi, è necessario impegnarsi concretamente, attraverso leggi, programmi, azioni, affinché essi siano tutelati e conservati nella maniera più adeguata. È questo il principio generale cui la comunità internazionale è finalmente giunta, dopo una lunga storia in cui, per gli animali selvatici e la natura in genere, una protezione non c’è stata o non è stata sufficiente.

Con l’esplosione della crisi ambientale e la conseguente diffusione della cultura ecologista e di sempre più approfondite attività di ricerca, il quadro complessivo è mutato e una nuova strada di attenzione verso la natura è strada intrapresa.

Si ricordano le convenzioni internazionali di:

  • Washington (1975), sul commercio delle specie in via di estinzione,

  • Bonn (1979), sulla fauna migratrice;

  • Berna (1979), sulla conservazione di specie e habitat;

  • Rio de Janeiro (1992), sulla biodiversità

e due direttive comunitarie:

  • Uccelli selvatici (1979)

  • Habitat (1992)


Distinzione delle specie

Una prima importante distinzione da operare per gli uccelli che solcano i cieli italiani è quella relativa alle abitudini geografiche. Le specie possono essere suddivise in nidificanti, migratrici e svernanti.

Le specie nidificanti sono quelle che nidificano in Italia. Tra queste vi sono le specie nidificanti e svernanti, ovvero le specie stanziali, che effettuano il proprio ciclo riproduttivo nel nostro Paese, per restarvi anche durante l’inverno. Vi sono poi le specie nidificanti e migratrici, che, dopo aver passato l’inverno in Africa, nidificano nel nostro Paese e ripartono di nuovo con l’arrivo dell’autunno, per raggiungere i quartieri di svernamento di norma posti oltre il Mediterraneo, spesso nell’Africa subsahariana. Esistono poi le specie svernanti, che completano il proprio ciclo riproduttivo in Nord Europa e raggiungono le nostre latitudini per trascorrere l’inverno. Infine vi sono altre specie accidentali, che scelgono il nostro Paese semplicemente quale area di sosta durante il proprio viaggio della migrazione.

Le specie di uccelli che nidificano in Italia sono 246. Aggiungendo a queste le specie di uccelli svernanti e accidentali, si raggiunge un totale complessivo di oltre 530 specie.


Distinzione degli ambienti

Il territorio italiano è suddiviso in tre regioni biogeografiche: la bioregione continentale (soprattutto Pianura Padana e Appennino), la bioregione alpina (Alpi, Prealpi e la porzione più elevata dell'Appennino abruzzese) e la bioregione mediterranea (Italia centro-meridionale e insulare).

Queste bioregioni a loro volta si articolano in diversi ambienti, classificati dal Ministero dell'Ambiente in 13 tipologie diversissime tra loro, tanto quanto la varietà di climi, di flora e di fauna che li caratterizza. Sono veri e propri Habitat, che spesso si intrecciano lungo la nostra Penisola, a seconda dell’altitudine, della presenza di determinati tipi di vegetazione, dell’abbondanza o dell’assenza di acqua.

  1. Ambienti aperti alpini

  2. Ambienti forestali alpini

  3. Ambienti aperti delle montagne mediterranee

  4. Ambienti forestali delle montagne mediterranee

  5. Ambienti misti mediterranei

  6. Ambienti steppici

  7. Colonie di uccelli marini

  8. Zone umide

  9. Ambienti fluviali

  10. Ambienti agricoli

  11. Risaie

  12. Corridoi di migrazione

  13. Valichi montani